Caso Moro, altri spinsero le Br

aldo-moroSul caso Moro ci sono due milioni di pagine di documenti. Le ho studiate tutte e quello che ho letto ha dell’incredibile, eppure ogni parola è depositata agli atti della magistratura». Gero Grassi, deputato attivo nella commissione di inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro, sta portando il proprio lavoro in molte città italiane: è arrivato anche a Pavia, accompagnato dai parlamentari Chiara Scuvera e Alan Ferrari e dall’ex ministro Virginio Rognoni. Le carte raccontano una storia di verità taciute e di testimonianze spesso incongruenti fra loro, coinvolgendo non solo le Brigate rosse e i membri del nostro parlamento di allora ma anche i servizi segreti italiani, statunitensi, israeliani, sovietici. Colpiscono le trascrizioni di avvertimenti fatti a Moro nel 1974, firmati da Henry Kissinger, in quegli anni segretario di stato americano, «Onorevole, o la smette di fare certe cose o la pagherà cara. Il nostro è un avvertimento esplicito», così come le dichiarazioni rilasciate da Francesco Cossiga, dopo essersi dimesso dal ministero degli interni, «Ho ucciso io Aldo Moro. Gli devo molto ma il giorno in cui, con Andreotti, ho scelto la linea della fermezza, sapevo bene che Moro sarebbe morto».

I riferimenti alla volontà di Moro di aprire un dialogo con Enrico Berlinguer e il suo Partito Comunista sono indiretti ma chiari. Molti dubbi ci sono anche sulle dinamiche del rapimento. «Stiamo usando strumenti di indagine nuovi per accertarci di quello che è successo – ha spiegato Grassi – e tanti particolari non tornano: ci sono molte incongruenze tra quello che hanno raccontato le Brigate rosse e ciò che si può verificare dalle prove raccolte. Uno dei maggiori problemi che riscontriamo nel nostro lavoro in commissione continua ad essere la reticenza da parte dei testimoni, anche se sui documenti le verità scoppiano. Personalmente un’idea me la sono fatta: le Brigate rosse sono state il braccio armato ma l’omicidio è stato spinto da Cia, Kgb e Mossad: sta agli atti che Israele abbia passato armi ai brigatisti per destabilizzare il nostro ordine nazionale». Rognoni, commentando le carte processuali, ha esortato a rimanere con i piedi per terra: «Attenzione a non cadere nella trappola delle tesi complottistiche: abbandonare dei giudizi solo perché sembrano troppo elementari non è corretto. L’attività della commissione parlamentare è necessaria per fare finalmente luce sulle vicende di quei giorni ma non dobbiamo imboccare vie che ci portino lontano dalla verità».

 

Tratto da:

http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2015/02/08/news/caso-moro-altri-spinsero-le-br-1.10828856?ref=search